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Nei giorni scorsi la Banca centrale europea (Bce), a sorpresa, ha abbassato il costo del denaro di uno 0,25%, ovverosia di 25 punti base. Questo ha generato immediate ripercussioni sull'euribor, il tasso con cui in Italia viene agganciata la maggioranza dei finanziamenti ipotecari per la casa con la formula del tasso variabile, ovverosia indicizzata. L'euribor è sceso sensibilmente, ragion per cui chi paga attualmente un mutuo variabile dovrebbe tirare il fiato nel breve termine con rate mensili più basse. E per chi un nuovo mutuo deve stipularlo? La riduzione dei tassi genera benefici di breve termine sulla stipula di un mutuo variabile, ma nell'arco di 15-20 anni di durata del piano di ammortamento la sicurezza di pagare una rata costante, a fronte di una durata del piano di ammortamento certo, si ottiene solo ed esclusivamente con un mutuo a tasso fisso.
Il tutto fermo restando che, come ci si aspetta per i prossimi mesi, un'ulteriore riduzione del costo del denaro da parte della Bce, magari dall'1,25% all'1%, potrebbe ridare slancio e vitalità nel nostro Paese alla domanda di mutui ipotecari per la casa da parte delle famiglie.
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